museo di storia militare

  • Forte Bramafam sezione staccata Museo Artiglieria

    Nel 1996 riuscimmo ad acquisire i primi nostri due pezzi d’artiglieria, due obici Skoda 100/17, successivamente con acquisizione da privati e con richieste al Ministero della Difesa riuscimmo a raccogliere nel forte un primo gruppo di artiglierie. Nel corso degli anni si è sviluppata una fattiva collaborazione con il Museo Nazionale d’Artiglieria di Torino, con disponibilità di prestiti di materiale per le diverse mostre. Nel 2015 ci venne formulata la richiesta di ospitare nel forte del materiale del Museo d’Artiglieria, si avviò cosi il progetto di ricostruzione del Magazzino artiglieria che era ridotto alle mura perimetrali. Nel 2018 con il completamento del recupero del Magazzino d’artiglieria si riuscì a schierare all’interno del magazzino un’infilata di pezzi che narrano la storia dell’artiglieria del Regio Esercito dalla fine dell’800 sino alla Seconda Guerra Mondiale. Attualmente all’interno del forte sono conservati 72 pezzi d’artiglieria.

  • Il Direttivo del Museo

    L’Associazione per gli Studi di Storia e Architettura Militare viene fondata nel 1990 da Pier Giorgio Corino, Piero Gastaldo e Massimo Sibour, allo scopo di riunire appassionati e studiosi accomunati dall’interesse per la valorizzazione delle fortificazioni. Dal 18 maggio 1995, in adempimento ai compiti statutari, l’Associazione ha preso in affitto dal Demanio dello Stato il Forte Bramafam, da tale data la sede legale dell’Associazione è stata trasferita presso il forte.

    Nel 2008 la Regione Piemonte per adeguarsi alle direttive europee inerenti l’organizzazione dei musei, avviò un programma per valutare il livello qualitativo dei musei, nella prospettiva di arrivare ad un accreditamento regionale. In quest’ambito fummo selezionati tra il primo gruppo da sottoporre al processo di accreditamento, forse proprio per la nostra anomalia: unico museo creato e gestito dal volontariato. Alla fine siamo stati accreditati “sub condicione”: erano stati riscontrati problemi riguardo al controllo dell’umidità dei locali. Nel 2012 nell’ambito dell’accreditamento dei musei, la Regione Piemonte richiese la stesura di un regolamento per la gestione del museo, approvato dal consiglio direttivo dell’associazione il 2 aprile 2012 e presentato in regione.

  • La Conservazione delle Memorie

    Nelle linee guide che ci hanno portato alla formazione del Museo Forte Bramafam il principio fondamentale è stato la salvaguardia della memoria storica; con questo intento abbiamo raccolto materiale storico attinente alla vita militare: uniformi, materiale logistico, fotografie, diari, lettere, oggetti… In questi anni abbiamo ricevuto molte donazioni di soci, amici, sostenitori e visitatori che han voluto che conservassimo le memorie militari di famiglia. Qualora siate in possesso di materiale storico che non volete che vada disperso, anche piccoli ricordi del passato contattateci, il materiale verrà raccolto nei nostri archivi, esposto e conservato nel Museo.

    Elenco dei donatori di materiale storico:

    Acuto Giulio
    Agagliati famiglia
    Appiani Margherita
    Aprà famiglia
    Armellino Stefano
    Armone Fabrizio
    Artigiani Enrico famiglia
    Associazione ASVAL
    Associazione Batteria Mameli Genova
    Associazione Opera Agaisen
    Associazione Re.L.I.C.
    Bacchioni Pier Marino
    Bagnaschino Davide
    Balocco Ottavio famiglia
    Balestrino Raffaella
    Barberis Ferdinando, famiglia
    Baroetto Renato
    Bassani Mario, famiglia
    Bassano Antonio, famiglia
    Bertolo Luciano
    Bes generale, famiglia
    Bianco Egidio, famiglia
    Blais Giorgio
    Bompard Angelo
    Bonardo Giacomo
    Borello Giorgio
    Borga Esterina
    Bosco Alfio, famiglia
    Brizio Aldo, famiglia
    Brizio Maria Paola
    Bruzzone Paride
    Bugnano Walter
    Burzio famiglia
    Calcani Maurizio
    Calliero don Enzo
    Campanella Giovanni
    Campanella Sebastiano Pio, famiglia
    Capocasa Carlo
    Carabinieri di Bardonecchia
    Ceruti generale, famiglia
    Chessa Luigi
    Cicolin Manfredo
    Cicco Giovanni, famiglia
    Cimarosti Marina
    Collaro Mattia
    Comandone Diego
    Comune di Bardonecchia
    Comune di Cesana
    Comune di Claviere
    Comune di Rivoli
    Comune di Susa
    Corino Pier Giorgio
    Costaguta Sara
    Crepaldi Don Luigi
    Danesi Roberto
    Della Beffa Francesco
    Demarco Dario
    Demonte, Fratelli
    Des Ambrois Elena
    Di Maio Marziano
    Di Pietro Rita
    Dominique François
    Eidallin Roberto
    Ercoli Gianluca
    Ferrari Andrea Carlo
    Ferraris Andrea
    Ferraris generale, famiglia
    Fiorani Amilcare, famiglia
    Fiore Roberto
    Frascoia, cugini
    Freda Luigi
    Frijio Carlo, famiglia
    Galetto Riccardo
    Gallo famiglia
    Gambacorta Donato
    Gandolfi Attilio
    Garda Giovanni
    Garello Francesco, famiglia
    Garino Giuseppina
    Garrone Gian Giacomo
    Garvadot Jean Christian
    Gerbi Mauro
    Ghisleni Paolo
    Giai Luigi
    Gianotti Luciano
    Giordano Giorgio
    Giordano Giuseppe
    Goglino Carlo
    Goglino Margherita
    Gola Italo
    Graglia Beppe
    Grella fratelli
    Grimaldi Umberto
    Guardia Forestale Bardonecchia
    Ingrassia Marco
    Lomagno Andrea
    Lorenzoni Armando
    Maddio Dario
    Magliola Felice, famiglia
    Maina Stefano
    Malavasi Giorgio
    Mase Massimo, famiglia
    Menietti, Famiglia
    Mongiano Pietro
    Moro Gilberto
    Mugnaini Emanuele
    Nava Aldo
    Orbecchi Agostino
    Oreglia Giorgio, famiglia
    Parrocchia di Beaulard
    Pellegatti Roberto
    Penno Davide
    Perino Rolando
    Piras Sara
    Ponzio Giorgio
    Ponzio Sergio
    Prat Cesare Augusto famiglia
    Premoli Margherita
    Prunotto, famiglia
    Quaranta Luigi, famiglia
    Rabino Alberto
    Rapello Rosanna
    Re.L.I.C.
    RE.MAC.UT. Srl di Giacomo e Dario Bonardo
    Rebola Alessandro
    Reineri Nella
    Richelmy, famiglia
    Riva Rocci Torquato, famiglia
    Roberto Prunotto
    Rolando Perino Diego
    Romerio Pier Giorgio
    Roncati Luisa
    Rossi Clelia
    Rossi famiglia
    Roude Emiliano
    Sabbatini Ugo
    Sandri Umberto
    Sarzotti Fabrizio
    Savio Fausto
    Savio Gabriele
    Sburlati Lorenzo
    Scaglione Beppe
    Scarsi Orlando, famiglia
    Sensini Annamaria
    Sibour Massimo
    Sigot Diego
    Spina Angelo
    Tamagnone famiglia
    Tamietti Romano
    Telmon Luigi, famiglia
    Testi Riccardo
    Tonini Giulia
    Tornior Emilio
    Torretta Fiorenzo
    Torta Rita
    Toso Francesco, famiglia
    Tugnolo Flaviano
    Turinetti di Priero Alberto
    Uzzo Giorgio
    Vergano Ugo
    Villa Gianfranco
    Villata Mauro
    Villata Secondo
    Viotto Giacomo, famiglia
    Vita Finzi Zalman Aldo, famiglia
    Vitali Ferruccio

  • Perché fare un Museo

    La linea guida che ci siamo posti in questi anni è stata quella di salvare le memorie storiche tra 800 e 900, inerenti le fortificazioni, le artiglierie come per gli oggetti della vita quotidiana militare realizzando materialmente un viaggio nella storia, tutto ciò per la conservazione della memoria, rivivendo la storia per meglio conoscere e comprendere il passato.
    Questa ideazione è di Pier Giorgio Corino, che ha curato il progetto di recupero e le scelte d’impianto museale. In questi anni un gruppo di lavoro si è impegnato per la ricerca di materiale storico, per la progettazione e realizzazione degli allestimenti, per la gestione e cura del museo. Tutto ciò ha portato a creare una realtà unica nel suo genere: senza questo gruppo di volontari il Museo Forte Bramafam oggi non esisterebbe.
    In quest’ottica di salvaguardia della memoria abbiamo raccolto materiale storico d’ogni genere: uniformi, materiale logistico, fotografie, diari, lettere, oggetti. Molto materiale è giunto in donazione da soci, amici, sostenitori e visitatori che han voluto che conservassimo le memorie militari di famiglia. Qualora foste in possesso di materiale storico che non volete vada disperso, anche piccoli ricordi del passato, contattateci.

  • Perché Forte Bramafam

    L’ Associazione per gli Studi di Storia e Architettura Militare, viene fondata nel 1990 da Pier Giorgio Corino, Piero Gastaldo e Massimo Sibour accomunati dall’interesse per l’architettura militare. In breve tempo l’Associazione è riuscita a riunire un gruppo di appassionati, che hanno finalmente potuto confrontarsi, discutere e, soprattutto, collaborare alla realizzazione di obiettivi e progetti comuni, inerenti il “bene storico” militare.


    Nel 1993 per non rimanere inattivi davanti allo sfascio del patrimonio fortificato italiano si fece strada l’idea di “sporcarsi le mani” in prima persona, cercando di salvare almeno una fortificazione che venne individuata nel Forte Bramafam, nel febbraio 1994 fu presentata domanda al Ministero delle Finanze; il 18 maggio 1995, dopo una lunga trafila burocratica, l’Associazione lo ottenne in affidamento. Da allora paghiamo un affitto allo Stato per restaurare un bene dello Stato.


    La scelta di questa fortificazione non era stata casuale: si tratta di uno dei pochi esempi superstiti di impianti a struttura lapidea adattata alle esigenze tecnologiche di fine Ottocento, un’opera di transizione che accomuna l’utilizzo della pietra e della calce nelle strutture verticali, e di un getto di calcestruzzo su un letto di putrelle in quelle orizzontali, con l’adozione di impianti d’artiglieria per quegli anni avveniristici. A fine Ottocento il Bramafam era la più importante fortificazione delle Alpi Cozie, erede di Fenestrelle e Exilles, e predecessore dello Chaberton.

  • Una Collaborazione tra Pubblico, Privato e Volontariato

    Quando gli interventi del volontariato sono volti al raggiungimento di obiettivi particolarmente impegnativi è necessario, se non fondamentale, instaurare un rapporto di collaborazione con istituzioni pubbliche e private.

    Forte Bramafam è un esempio emblematico, se non unico, di questa collaborazione. Il volontariato si è preso in carico un bene dello Stato. Intervenendo in prima persona, anche finanziariamente, ha dimostrato di sapere e saper fare nel proprio specifico campo, guadagnando fiducia grazie al proprio operato. Acquisito un adeguato numero di credenziali ci si è presentati ad enti pubblici e privati per coinvolgerli ed appassionarli al progetto tramite i risultati già conseguiti. Solo con una reciproca fiducia ed una fattiva collaborazione tra pubblico, privato e volontariato è possibile raggiungere obiettivi di alto valore sociale e culturale.